Otto caratteri distintivi

Denominato spesso il fantasma dei boschi per il suo carattere elusivo che lo porta a nascondersi molto bene, il Gatto Selvatico è in realtà molto diffuso. Distribuito in buona parte dell’Eurasia e dell’Africa, il genere Felis comprende tre grandi sottospecie:

-Silvestris – tipico del sub-continente europeo;

-Libyca – africano, da cui deriva il gatto domestico;

-Ocreata – asiatico.

Se è vero che in cattività il selvatico ed il domestico sono interfertili, in libertà sembrerebbe che esistano barriere comportamentali che limitano l’ibridazione. Tuttavia quello dell’ibridazione è un problema sempre più diffuso, che mette a serio rischio la conservazione della specie. La conferma che si tratti di un esemplare puro di gatto selvatico e non di ibrido può essere data soltanto dall’esame genetico del DNA. Macroscopicamente però la distinzione può essere fatta sulla base della variabilità di pattern di disegno del mantello, che seppure diversi hanno tutti delle caratteristiche ben precise, di cui alcune sono:

1) colore di fondo ocra giallastro (il domestico grigio argentato)

2) strie sui fianchi appena più scure, evanescenti (nere nei domestici adulti)

3) quattro strie nere sulla nuca (sei-otto nel domestico)

4) due macchie nere scapolari ben definite (non ben definite nel domestico)

5) interruzione della linea nera vertebrale all’altezza dell’attaccatura della coda (due o più strie mal definite o una continua senza interruzione nel domestico)

6) coda breve, clavata, con anelli neri separati (coda lunga con anelli spesso uniti dorsalmente nel domestico)

7) cuscinetti plantari e callosità metarpale di colore nero (nero dei piedi fino al tallone nel domestico)

8) macchia bianca tondeggiante sulla gola (meno frequente nel domestico).

Se sullo stesso esemplare coesistono contemporaneamente 3 5 6 l’identificazione può essere considerata quasi certa.


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